La Via del Fantini parte dal Museo della Preistoria Luigi Donini di San Lazzaro , raggiunge Ponticella e lasciando definitivamente alle spalle l’abitato urbano si addentra nel verde del Parco dei Gessi salendo fino alla Dolina della Spipola dove volendo previa prenotazione si può visitare la Grotta scoperta dal Fantini, oppure proseguire godendosi le bellezze della natura del Parco passando vicino alla Buca di Budriolo e poi giù fino a Casa Fantini passando dalle ex cave dei Gessi.

Dolina della Spipola

Casa Fantini é la casa natale di Luigi Fantini ex Cà dei Gessi e ora diventata sede del Parco dei Gessi dove potete fermarvi per informazioni generali e visite guidate  alla Grotta del Farneto poco più su. Proseguendo sulla Via sempre dentro il Parco saliamo verso Gaibola e poi sulla Via dell’Eremo dove passiamo proprio in mezzo ai calanchi di Casola Canina uno spettacolo della natura! Si consiglia poi una visita fino al cimitero di Casola Canina che é appena più su rispetto al sentiero ma merita una visita come luogo storico e paesaggistico.

Calanchi di Casola Canina
Cimitero di Casola Canina

Lasciando la dolce collina di Casola Canina scendiamo verso il Botteghino di Zocca dove possiamo ristorarci prima di intraprendere la salita verso Monte Brinello.   Il crinale sul Monte Brinello con un paesaggio incantevole aperto a tutto tondo sulle colline circostanti ci porta verso Gorgognano, anche questo borgo storico distrutto dalla guerra ma con installazioni artistiche sulla memoria del luogo fatte dalla nostra ass.PMVZ che se ne prende cura .

Seguendo il sentiero scendiamo verso Zena  e subito dopo una piccola salita ci appare l’antico Castello di Zena, in restauro ma molto scenografico così come la Torre dell’Erede che si incontrerà dopo pochi km che fu ad esso collegata come luogo di avvistamento.

Castello di Zena
Torre dell’Erede

Non perdetevi d’animo siamo ancora lontani dalla cima del Monte ma giungendo a Ca di Pippo potete prendervi una piccola sosta visitando il piccolissimo Museo dei Botroidi di Luigi Fantini di Tazzola, unico nel suo genere!

Museo dei Botroidi di Luigi Fantini

 E poi ancora in salita passando per boschi e ampi tratti che si aprono su crostoni a picco con il Contrafforte Pliocenico difronte.Poco prima del Monte trovate sulla destra il cimiterino del Monte delle Formiche, qui potete entrare a  salutare Luigi Fantini dove riposa in pace.

Il Monte delle Formiche è tutto un luogo di pace e con un’energia particolare, anche le Formiche alate lo sanno che da centinaia d’anni ogni settembre vanno lassù a morire in massa.Raggiungete la cima e immergetevi in questo luogo particolare anche come vista. La discesa dal Monte segue un sentiero sempre molto panoramico con una esposizione in itinere di vecchi strumenti agricoli. Alla fine della discesa ci troviamo proprio sulla linea del Contrafforte Pliocenico e subito sulla sinistra  vediamo il tipico costone con puddinghe dove lo stesso Fantini si inerpicava alla ricerca tra i vari strati di conglomerati dei suoi sassi lavorati. Lasciamo pian piano il Monte e scendendo seguiamo un’ampia vallata che ci condurrà attraverso un lungo sentiero aperto verso la base di un’altra collina in cima alla quale raggiungeremo Castelnuovo di Bisano, un’altra dura salita ma quasi sempre in mezzo al bosco. 

Monte delle Formiche

Questa zona fino a Monte Bibele é poco abitata, le uniche abitazioni che si incontrano sono case e borghi antichi tipici dell’appennino emiliano. Lo stesso Fantini ne fografó alcuni documentando ed evidenziando la tipologia costruttiva ed i particolari esecutivi. Si raggiunge alla fine Monte Bibele luogo anche questo estremamente incantevole come posizione, non a caso fin dai tempi antichi venne scelto da etruschi e celti come dimora e qui pare convissero per un lungo periodo insieme le due civiltà. Nell’area troverete oltre che a delle capanne costruite secondo una tipologia  dell’epoca un percorso molto interessante nell’area archeologica che vi consigliamo di visitare.

Area archeologica Monte Bibele

Alla fine il tratto tra Monte Bibele e San Benedetto del Querceto, un pò impervio e scivoloso con il bagnato, quindi vi invitiamo a procedere con attenzione, ma fermatevi ogni tanto e godetevi anche qui i bellissimi paesaggi che si aprono sulla Valle dell’Idice

Se vuoi scaricare il file gpx della Via del Fantini puoi farlo QUI