Sentieri e domani

 

Il progetto Sentieri e Domani prende forma fi n dal 2013 a Botteghino di Zocca a seguito di un percorso partecipato indetto dal Comune di Pianoro per l’utilizzo di una ex scuola e l’ideazione di progetti legati alla frazione e al territorio. Nasce così un gruppo di lavoro con l’intento di ripristinare e riqualificare dei sentieri e delle strade antiche come sviluppo fisico del paese ma anche come espansione culturale, al fine di valorizzare la bellezza naturale del territorio e le sue ricchezze storiche, geologiche, archeologi- che e paesaggistiche in generale. Si parte dal Botteghino di Zocca ma ci si espande naturalmente lungo e intorno alla Val di Zena, raggiungendo i crinali e quindi le valli che da una parte e l’altra sono confinanti: la val di Savena e d’Idice. In collaborazione con il CAI di Bologna e il sostegno del Comune di Pianoro ogni anno realizziamo un progetto che, focalizzando uno specifico luogo o argomento pian piano si fa strada non solo fi sica- mente nella pulizia dei sentieri ma anche e sopratutto nella ricostruzione di un tessuto sociale che partecipa attivamente alla custodia del territorio in cui vive e/o viveva. Abbiamo subito individuato tre luoghi particolarmente significativi dal punto di vista storico e paesaggistico vicino alla frazione: Gorgognano, Riosto e Casola Canina, ognuno dei quali ha la possibilità di essere meta o punto di passaggio di uno o più sentieri escursionistici.
Questi luoghi sui crinali intorno al Botteghino di Zocca sono stati tutti e tre distrutti dall’ultima guerra: neanche le chiese sono state ricostruite e gli abitanti insieme alle parrocchie si sono spostati a valle con nuovi insediamenti e nuova viabilità.
Uno di questi insediamenti è il Botteghino di Zocca. La sua chiesa, San Salvatore di Casola, era prima lassù a Casola Canina e intorno alla sua ricostruzione a valle negli anni ‘50 si è poi costituito piano piano l’abitato che ha dato ospitalità a molti degli antichi abitanti dei crinali oltre che a molti provenienti dalla città.
Il Botteghino di Zocca è quindi privo di una centralità storica, che noi abbiamo ritrovato invece nei luoghi originari insieme ai vecchi abitanti, che mentalmente non hanno mai abbandonato questi posti. La ripresa dei vecchi sentieri sui crinali è necessaria se si vuole tentare una ricostruzione, se non fisica almeno mnemonica, di quegli antichi abitati, e una ricucitura di quel filo di storia che è stato spezzato.
I primi mesi sono stati dedicati soprattutto alla ricerca. Ricerca fisica dei sentieri di crinale, che mettevano in comunicazione gli antichi borghi, e trasversali di comunicazione da una valle all’altra, ricerca di documenti, foto, storie, persone che potessero raccontarci ciò che era la vita in questi luoghi prima della distruzione.
In seguito abbiamo ideato progetti specifici e diversi che continuano a svilupparsi e aprendere forma anno dopo anno ma che possiamo già identificare e raggruppare in tre filoni tematici distinti:
1 – I LUOGHI DELLA MEMORIA
2 – PORTE SUL PAESAGGIO
3 – LA VIA DEL FANTINI
Lo spirito di tutti questi progetti specifici molto diversi è comunque lo stesso: la costruzione di uno sviluppo futuro del territorio e dei suoi abitanti partendo dalla memoria e dalla rivalutazione del passato e della natura. Questa premessa si sintetizza in un macro-progetto denominato Sentieri e Domani sostenuto dal Comune di Pianoro con il Bando Creazioni anno per anno.

 

Scoperta dei ruderi della chiesa di Gorgognano

I LUOGHI DELLA MEMORIA Gorgognano come simbolo

 

Gorgognano è forse il paese più distrutto: della bellissima pieve con il campanile e il piccolo borgo intorno non rimane che un cumulo di macerie, mentre sono ancora in piedi, anche se bisognose di un urgente restauro e consolidamento, le mura perimetrali e la cappella del cimitero che è stato soppresso nel 2008.
Il sentiero che passava da Gorgognano è stato scelto come primo dei sentieri da rivalutare dopo aver ritrovato tra la fitta vegetazione che lo avvolgeva, sull’altare della cappellina del cimitero, un quaderno sul quale i vecchi e nuovi abitanti del luogo avevano lasciato tracce della propria presenza, quasi che il quaderno fosse l’ultima occasione di appartenenza.
La ricerca e la pulizia del sentiero è stato il primo passo verso la riqualificazione della sua memoria
Questo è stato possibile anche grazie all’aiuto fisico e mnemonico degli abitanti del posto, che hanno vissuto momenti di profonda commozione vedendo il vecchio piano di calpestio riemergere in mezzo alla vegetazione. Il rapporto con gli anziani del luogo ci ha poi portato pian piano anche a una ricostruzione storica del borgo, sia fisica attraverso immagini antiche, sia spirituale con storie e racconti della quotidianità prima della guerra.
Gorgognano diventa sempre di più il simbolo di una Memoria persa, più allargata, essendo la sua storia molto simile a tanti altri luoghi del nostro Appennino e a tanti altri paesi distrutti e cancellati dalla guerra. Diventa teatro e laboratorio sui temi della pace. Non ci si è limitati,
infatti, alla riqualificazione fisica del luogo con il ripristino della strada, che ora fa parte del sentiero CAI815, ma si è proceduto anche alla produzione di tabelle informative e alla creazione di laboratori per bambini e ragazzi, lavorando sulla memoria della guerra in un’ottica di pace e convivenza tra i popoli.

 

Rimodellare Gorgognano

 

Il laboratorio “Rimodellare Gorgognano”, coordinato da Massimo Paganini con la collaborazione di Rita Idini, Stefano Nanni e Riccardo Iani, è nato per ridare vita al paese di Gorgognano ricollegandolo a quello spirito, allegro e festaiolo, che esisteva solo nella memoria e nei racconti degli anziani, prima della guerra. È proprio questo spirito che il progetto ha voluto riportare in vita con l’aiuto dei bambini che hanno partecipato all’Estate Ragazzi della parrocchia di San Salvatore di Casola al Botteghino di Zocca. Hanno ascoltato racconti e aneddoti sulla vita quotidiana del paese e dei suoi personaggi; di questa gente che era povera di beni ma ricca di sentimenti e di fantasia, voglia di fare, che condivideva le proprie risorse, trasformando una vita dura e difficile in molti momenti di ironia e gioia.
Il laboratorio si è concretizzato nella creazione di formelle di terracotta che rappresentano varie storie e personaggi: 110 manufatti di creta bicolore realizzati dai bambini che, una volta cotti, sono stati fissati su tre strutture totemiche di castagno, erette a lato del sentiero che porta all’ex cimitero di Gorgognano.
Attraverso la fantasia incontaminata e interpretativa dei bambini si ridà vita ai ricordi degli anziani.

 

Scolaresca di Gorgognano, 1938

Totem collocato lungo il sentiero di accesso alla cappela di Gorgognano

Fili di Memoria

 

Fili di Memoria è il titolo di uno spettacolo teatrale che si è tenuto a Gorgognano il 16 maggio del 2016, interpretato dalla compagnia Teatro delle Nuvole, scritto e diretto da Giulia Poggiolini e accompagnato dalle musiche di Salvatore Panu. Il materiale frutto della ricerca su Gorgognano è stato talmente ricco che è riuscito a darci, insieme alla compagnia
teatrale, lo stimolo per crearne uno spettacolo, ispirandoci al racconto di Gianni Rodari La strada che non andava in nessun posto: quel “posto assente” diventa metafora della memoria scomparsa e, come Martino Testadura, noi la ritroviamo trasformandola in un tesoro.
Questi Fili di Memoria continuano poi a intrecciarsi. Le foto trovate del paese si contavano su due mani, ma i tanti racconti degli anziani e le testimonianze scritte riempivano di energia quelle poche immagini. La loro reinterpretazione a colori fatta da Sandra Gamberini, ottima acquerellista e figlia di uno degli abitanti di Gorgognano, ha dato risultati piacevolmente sorprendenti: al di là del loro reale contributo storico, gli acquerelli esprimono l’amore per quel paese che il padre e le zie avevano trasmesso all’autrice sin da bambina. Gli acquerelli sono stati poi ingranditi e stampati su grandi pannelli di intonaco collocati sui muri
istantanee dell’epoca.
Sulla facciata della cappella, ai fianchi della porta di entrata, altri due pannelli di intonaco riproducono due pagine scritte a mano tratte dal quaderno conservato al suo interno, in cui le persone da molti anni lasciano le proprie emozioni su Gorgognano.
Vogliamo che ciò che abbiamo trovato e scoperto rimanga e lo fissiamo sulla pietra, lo ingrandiamo e gli ridiamo vita, simbolicamente, dentro un cimitero: le parole sulla carta non sono morte ma si conservano e si valorizzano come un reperto importante.
Questo laboratorio non ha coinvolto materialmente tante persone ma l’assolo che Sandra ha fatto dà voce a tutti coloro che amano Gorgognano.
È sempre dentro il cimitero, infatti, che ogni anno è diventata consuetudine fare la festa del paese, che rievoca il passato festaiolo del borgo e dei suoi abitanti. Il cimitero, che come tale non esiste più, è diventato, in quanto unica “piazza” rimasta, il riferimento centrale del borgo che fu, dove si svolge la vita, e questo assume un vero significato simbolico di rinascita. Il risultato? Venite a vedere di persona…

 

Spettacolo teatrale Fili di Memoria

I pannelli di Sandra Gamberini posti sui muri e sulla cappella del ex-cimitero di Gorgognano

Festa del Borgo

Campo di volontariato Horizon CISV (Children’s International Summer Villages)

 

Il CISV è un’organizzazione, aconfessionale e apolitica, che si propone di formare individui capaci di diventare promotori e membri attivi di una società più equa e pacifica, dove coesistano rispetto per i diritti umani e per l’ambiente. L’educazione alla pace è quindi la base su cui si fondano tutti i principi di CISV. Nell’estate del 2016 abbiamo attivato un campo di volontariato ospitando nella nostra sede 24 ragazzi italiani tra i 15 e i 18 anni che per 15 giorni ci hanno aiutato nel progetto di riqualificazione di Gorgognano lavorando insieme alla pulizia dei sentieri ma anche approfondendo con incontri e tavoli di lavoro il tema della guerra nel nostro territorio e nello specifico della Linea Gotica. Sono stati fatti con loro dei laboratori creativi realizzando le targhe con la scritta “Gorgognano” in terracotta, che ridanno identità al paese, e anche una suggestiva e poetica installazione “Fiori di Pace”: gli anelli dei crateri provocati dalle bombe a Gorgognano, ancora visibili, hanno ospitato marcandone il contorno decine di fiori creati con spighe, foglie, bacche e tanti altri preziosi decori che racchiudevano al loro interno messaggi di pace, un giardino di buone intenzioni coltivato sulle macerie della guerra. Gli anziani di Gorgognano hanno condiviso con tutti noi e con i giovani ragazzi un momento conviviale in un caldo giorno di fine luglio, sigillando l’esperienza con un commovente e stimolante discorso finale di Elio Gamberini, che all’epoca della distruzione era un bimbo della quinta elementare nella scuola di Gorgognano
La negatività del passato diventa così, forse, positività per il futuro.

 

Laboratorio con i ragazzi del CISV

Installazione collocata a Gorgognano “Fiori di Pace”

Casola Canina

 

Casola Canina come Gorgognano è luogo importante e completamente distrutto: anche qui l’unica struttura rimasta è il cimitero, che deve la sua esistenza a un gruppo di persone che con determinazione hanno provveduto, con mezzi propri, alla sua manutenzione e in parte alla sua ricostruzione. Tra queste persone primi fra tutti vanno ricordati i coniugi
Maldini-Legnani di Botteghino di Zocca, a cui si deve anche il ripristino della tradizionale processione della Madonnina di Poggio Scanno. La Madonnina, da sempre venerata, veniva portata in processione dal piccolo Santuario della Madonna di Poggio Scanno alla chiesa di Casola Canina, l’antica San Salvatore di Casola.
Poggio Scanno sul crinale verso il Monte delle Formiche è luogo famoso anche per l’ultima cruenta battaglia della Linea Gotica a opera dei Bersaglieri che portò alla liberazione dopo tre giorni di Bologna.
Negli ultimi anni anche Lisetta Asioli della nostra Associazione, sempre privatamente, si prende cura di Casola Canina facendo lavori di pulizia del verde e curando il restauro della porta della cappellina del cimitero.
Con il progetto Sentieri e Domani, Casola Canina diventa meta importante di camminate attraverso scenari molto suggestivi nei dintorni tra calanchi e sentieri sui crinali. Diventa anche luogo di rappresentazione con spettacoli musicali all’interno del Festival di Itacà con il Bike Trek.
Questo evento organizzato per due anni consecutivi consisteva nel raggiungimento di Casola Canina da San Lazzaro di Savena attraverso la movimentazione lenta, facendo un pezzo in bici e un pezzo a piedi, con sosta per il pranzo a Botteghino di Zocca e concerto finale a Casola Canina. L’evento è stato organizzato sempre insieme anche a Bici senza età, Società Dolce e Spezial Cycle Bologna con bici di ogni tipo e persone di ogni età all’insegna di una giornata dedicata alla mobilità sostenibile e accessibile.

 

La messa celebrata all’aperto, il concerto di Maver e Capelli e il Bike Trek a Casola Canina

Porte sul Paesaggio passando da Riosto.
Laboratori esperienziali ed eventi legati alla conoscenza del territorio e alla libera fruizione del paesaggio

 

 

Nel 2017 il progetto Sentieri e Domani viene incentrato sul tema dell’accesso alla natura e al paesaggio.
Dopo una serie di divieti da parte di privati a percorrere e tracciare alcuni sentieri, anche storici, facenti parte del nostro territorio, è nato un dibattito, tra noi, enti e associazioni, intorno alla regolamentazione dei sentieri, alla legge regionale, ai rapporti tra rete sentieristica (REER) e varie problematiche quali l’accesso dei mezzi motorizzati, ma soprattutto sull’inesistenza di una legislazione che tuteli il “diritto di Accesso al
Paesaggio e alla Natura”.
Qual è il confine tra interesse privato e interesse pubblico, tra bene privato e bene comune? Siamo andati a esaminare in maniera più approfondita come ci si muove nello scenario europeo e in particolare in In
ghilterra e nei paesi Nordici, ma anche in Germania, dove esistono delle leggi che permettono l’accesso nelle proprietà private secondo regole diverse ma che garantiscono la fruizione dell’ambiente naturale per fini ricreativi.
Nel nostro paese siamo molto lontani da questo obbiettivo non solo per motivi legislativi ma anche e soprattutto, forse, per motivi culturali; per questo abbiamo pensato di trovare un modo per affrontare tali problematiche, partendo dal nostro territorio, che stimoli una sensibilizzazione e informazione sull’argomento.
Abbiamo pensato di fare questo, ancora una volta, attraverso la creatività, usando i mezzi che più sono consoni a noi ideatori del progetto, spinti dalla convinzione che queste esperienze di Arte Partecipata siano un modo molto efficace per incidere sulla crescita etica dei bambini e anche degli adulti.
“La Porta” è l’elemento simbolico su cui abbiamo lavorato. Ci sono tante Porte invisibili in un campo aperto che sono i confini tra interesse privato e interesse pubblico.
Il progetto ha coinvolto i bambini a lavorare su questa linea di confine cercando di far capire la differenza tra ambiente domestico, giustamente e assolutamente privato, e ambiente naturale e storico; terra, aria, piante, fiori, memoria, la cui fruizione deve essere garantita a tutti, pur nel rispetto del padrone di casa.
Da questo nasce ”Porte sul Paesaggio Passando da Riosto”, un evento artistico le cui opere sono molto eterogenee tra loro ma tutte legate alla scoperta di Riosto come luogo che appare e riemerge prestandosi ad interpretazioni ed emozioni diverse:
È luogo di arrivo di ogni spettatore e viandante, che attraverso un percorso simbolico, condotto da Monica Bellei, apre le porte dell’esperienza e giunge a scoprirne la bellezza e il valore dettato dal cuore.
È luogo interrato e riemerso che mostra a tutti il proprio sudario segnato dal tempo, nell’opera di Bruno Fronteddu e Mattia di Leva.
È luogo di esperienza tattile, sonora e olfattiva nell’opera di Silvia Moscati e Alberto Capelli.
È un buco nel tempo attraverso il quale riaffiora intatta la vecchia chiesa di Santa Maria Assunta con il Memoforo di Rita Idini e Paolo Paganini
È un alveare di scatole di legno “Piccole porte sul Paesaggio”, ognuna delle quali racchiude un pensiero, un’immagine, un elemento naturale che i bambini coinvolti nell’esperienza hanno voluto conservare del luogo e lungo la passeggiata che li conduceva a Riosto. Il sentiero che hanno percorso verrà chiuso, con divieto di passaggio. Le scatole diventano preziosi scrigni, contenitori di un “tesoro” di memoria, da preservare con cura ed aprire alla conoscenza di tutti.
È un viaggio dall’alto sulla vallata che, superando i limiti fisici alla sua visione e fruizione, elogia il libero camminare per sentieri e per la terra tutta facendone un video che con belle immagini e testi letterari supera il luogo specifico dell’evento per diventare un’opera universale. Voce Ilenia Burgio musiche Marco Melletti immagini e montaggio Massimo Paganini.

Soggetti coinvolti:
Parrocchia di San Salvatore di Casola;
Comune di Pianoro;
Festival Spostamenti;
Podere Riosto di Pianoro;
I ragazzi dell’Estate ragazzi della Chiesa di San Salvatore di Casola, coordinati da Rita Idini, Massimo Paganini e Stefano Nanni.

 

istantanee dell’evento “Porte sul Paesaggio”

Porte sul paesaggio dei sensi al Castello di Zena

 

Il Castello di Zena giunge fino a noi da ancora prima dell’anno Mille attraverso varie trasformazioni architettoniche e varie vicissitudini storiche, riuscendo comunque a sopravvivere anche se con gravi danni all’ultima guerra.
Attualmente è in fase di restauro grazie ai fratelli Paolo e Franco Tarozzi di Pian di Macina che lo hanno acquistato e con molta dedizione portano avanti il progetto di ripristino impegnandosi personalmente in un arduo lavoro fisico.
Abbiamo avuto modo di conoscerli facendo visita al Castello; sono due persone esemplari, ci hanno illustrato i lavori che stanno facendo con una passione unica ma anche con molta competenza e serietà.
Il Castello di Zena tornerà quindi a nuova vita, ma già nei suoi spazi esterni, dopo tutti i lavori di pulizia e risistemazione del parco intorno, che sono stati fatti, il luogo è già fruibile.
È qui davanti al Castello che a giugno 2018, con il permesso dei proprietari, abbiamo organizzato una piccola rappresentazione teatrale ispirata al romanzo storico La fanciulla di Zena di Raffaele Garagnani, con la regia di Bruno Stori, l’interpretazione di Linda Lambertini e le musiche di Giorgio Spanos.
Questo spettacolo faceva parte di un evento più ampio, Porte sul Paesaggio dei Sensi organizzato all’interno del Festival di Itacà 2018 il cui tema era l’Accessibilità. L’evento comprendeva sempre una camminata che questa volta ci ha condotti da Zena fino a Tazzola, con anche la partecipazione di non vedenti, in un percorso tra la narrazione, il teatro, il cibo e il tatto che troviamo soprattutto all’interno del Museo dei Botroidi dove si conosce la geologia “toccando e soppesando” le pietre e i fossili grazie alla guida di Lamberto Monti e Pino Rivalta.

Soggetti coinvolti:
Festival Itacà
Comune di Pianoro
Fratelli Tarozzi proprietari del Castello di Zena
Museo Tolomeo dell’Istituto Cavazza
Bruno Stori e Linda Lambertini

 

Spettacolo al castello di Zena durante l’evento “Porte sul Paesaggio dei Sensi”